16 febbraio, 2009
ETERONIMI

Dopo anni di ricerca e sperimentazione sulle infinite sfaccettature della propria identità, Marga Ximenez ricompone in un’unica mostra, apparentemente collettiva, tutti i frammenti di se stessa.
L’opera d’arte come una mano che indica la propria matrice: l’opera neutra, avulsa dalla carne non esiste, è sempre traccia e segno di un corpo in relazione.
Possono gli eteronimi far perdere le tracce di quel corpo?
Marga Ximenez, nel porre questa domanda, rivela la vera identità degli artisti a cui ha dato vita negli ultimi dieci anni.
Dopo un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione sulle infinite possibilità di essere altro da sé, ricompone in un’unica mostra, apparentemente collettiva, tutti i frammenti della propria identità.
Svelato il gioco, rimane l’interesse di scoprire tutti gli indizi lasciati su ogni opera degli eteronimi, a dimostrarci come la verità sia sempre stata sotto i nostri occhi.
PROSSIMI INCONTRI
Venerdì 13 Marzo ore 21.30
ZELIG di Woody Allen (1983)
Sabato 14 Marzo ore 18,00
Il gioco delle molteplici identità
conferenza a cura di Barbara Verzini