10 novembre, 2009 0
CINEFORUM
- GIOVEDI’ 12 Novembre ore 21:00
GARAGE OLIMPO- di Marco Bechis, Italia-Argentina 1999
Un film di Marco Bechis. Con Dominique Sanda, Chiara Caselli, Antonella Costa, Carlos Echevarria. durata 98 min. - Italia, Argentina 1999. Maria è attivista in un’organizzazione contro la dittatura in Argentina. Insegna a leggere e scrivere nelle baraccopoli e vive con la madre in una vecchia casa insieme ad altri giovani. Uno di loro si innamora di Maria. Un giorno la giovane viene arrestata dai soldati in borghese, sotti gli occhi della madre. La ragazza viene rinchiusa nel famigerato Garage Olimpo. Maria diventa una dei tanti Desaparecidos. A sette anni da Alambrado il regista Bechis, ci porta in un inferno visivo che non lascia indifferenti.
- GIOVEDI’ 17 Novembre ore 21:00
CRONACA DI UNA FUGA- di Israel Adrian Caetano, Buenos Aires 1977
Un film di Israel Adrian Caetano. Con Rodrigo De la Serna, Nazareno Casero, Lautaro Delgado, Matìas Mormorato, Pablo Echarri Titolo originale Cronica de una fuga. Thriller, durata 103 min. - Argentina 2006. Buenos Aires, 1977. Claudio Tamburrini è un giovane portiere professionista. Un giorno di dicembre viene prelevato da una squadra di militari in borghese e rinchiuso in un centro di detenzione clandestino. Sospettato di appartenere a un’organizzazione che si oppone alla dittatura militare, viene sottoposto a feroci torture. Dopo 120 giorni di detenzione illegale nella Mansiòn Seré, la casa degli orrori alla periferia di Moron, decide di fuggire con altri tre compagni. Nudi e ammanettati riusciranno nell’impresa il 24 marzo 1978. Ispirato alla drammatica vicenda di Claudio Tamburrini, avvenuta nella Buenos Aires degli ultimi anni Settanta, e trasposto dal suo romanzo “Pase Libre – La fuga de la Mansiòn Seré, il film di Israel Adriàn Caetano è una radiografia inquietante della brutalità della violenza di stato e insieme un saggio per immagini sulla “banalità del male”. Partendo da un’esperienza storica precisa, l’infamia dei sommersi, il regista ricostruisce la vicenda dei salvati, quattro uomini sopravvissuti per raccontare la violenza esercitata sul singolo individuo. Eticamente necessario, esteticamente rigoroso, il film di Caetano sceglie di non mostrare mai la tortura, lasciando che lo spettatore intuisca e senta soltanto. Come nel Garage Olimpo di Marco Bechis, nella casa di Moron la violenza è evocata. Le vittime, sempre bendate, non conoscono il volto dei loro aguzzini, perché la tortura non la vedi, la temi e basta. Funziona come un meccanismo retroattivo di minaccia, come paura della ripetizione, come un incubo che può ricominciare.


